Il fatto è che invece ieri sera ho conosciuto un tizio mooooolto carino. Amico di amici, 33 anni, single, rastafariano, vegetariano dalla tenera età di 12 anni, percussionista, drogato di caffè e tabacco, la sua birra preferita è la Guinness e... mamma mia che bel suono aveva il mio nome quando lo diceva lui! Inoltre ieri mi sentivo pure carina (e forse lo ero anche), quindi sembrava tutto perfetto.
Ovviamente non potevo esimermi dal fare una delle mie solite figure de merde: mi sono dimenticata il suo nome dopo ben 1 solo nanosecondo. Ma che volete?, è polacco, in Polonia hanno nomi un po' strani. Una cosa tipo Erik o Jared o Darren.
Insomma, dopo tipo 10 volte che lui pronunciava il mio nome mentre parlavamo nella terrazza fumatori di un pub (What do you think Valeria? o You know, Valeria... o I agree with you Valeria), mi sono detta che non poteva andare avanti così. Ho raccolto tutto il mio charme e savoir faire (3 secondi netti), mi sono messa gli occhi a gatto-con-gli-stivali-di-Shrek e gli ho detto: Ehm, before we go back inside, can you please tell me again your name? Mi ripete il suo nome, faccio un pessimo tentativo di ripeterlo e lui mi dice che lo posso chiamare come mi pare, anche Erik. No! I want to call you with the right name! Sorride. Bellino lui... Mi fa lo spelling e, finalmente, capisco: Jarek (si legge IARECH, mo' ditemi voi se era facile!). Ma sono ancora in pericolo: posso ancora dimenticarlo, quindi gli chiedo se ha una penna. Mi guarda un po' confuso, mica l'ha capito che devo fare. Mi fiondo al tavolo dove avevo lasciato la borsa, afferro la penna che tengo sempre in borsa (come una diligente signorina ben organizzata) e mi scrivo il suo nome sul palmo della mano. Glielo mostro e sorride e mi dà il 5. Bellino lui.
Poco dopo scopro che sta a Waterford, che è tipo dall'altra parte dell'Irlanda, ma non dall'altra parte dove andrò a stare io, dall'altra parte ancora. Dannazione. Poi dici la sfiga.
